Patologie del nervo facciale  Vertigini

Nevralgia del trigemino e altri nervi cranici 

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Patologie dell'orecchio
Vertigini

- Vertigine di posizione benigna - (cupololitìasi)

- Instabilità dovuta all'età

- Infezioni

- Neuriti vestibolari

- Disturbi metabolici ed allergici

- Traumi

- Tumori (Neurinomi del nervo acustico)

- Sindrome di dandy


VERTIGINE DI POSIZIONE BENIGNA - (cupololitìasi)

Una delle forme più' comuni di vertigine e' la vertigine di posizione parossistica benigna (VPPB). Come dice il nome, questa vertigine si manifesta con crisi parossistiche, ossia intense e brevi, della durata di qualche secondo, scatenate da una particolare posizione della testa, in genere quella che si ha estendendo la testa e ruotandola da un lato, come ad esempio quando ci si corica nel letto, quando ci si alza, o quando ci si gira nel letto. Le crisi sono tanto più' violente quanto più è rapido il movimento della testa che le provoca, e si ripetono tutte le volte che il movimento viene ripetuto. La VPPB e' definita benigna perche' dopo alcuni giorni o settimane le crisi vertiginose si attenuano e scompaiono spontaneamente. Esiste tuttavia la possibilità, come nel caso di altre malattie benigne come l'influenza o il raffreddore, che una nuova serie di crisi possa ricomparire a distanza di tempo. Si ritiene che la causa della vertigine sia il distacco di alcuni piccoli cristalli di carbonato di calcio, in pratica di microscopici sassolini, che si trovano normalmente fissati in una parte del labirinto. Una volta distaccati, in seguito ai movimenti della testa, questi sassolini (otoliti), vengono a poggiare sulla cupola di un canale semicircolare (cupololitiasi), stimolandola e provocando la vertigine. La causa del distacco degli otoliti e' in genere sconosciuta; qualche volta si riesce a stabilire che e' dovuta ad un trauma cranico, anche lieve, ad una infezione virale, come l'influenza, o a disturbi della circolazione labirintica, soprattutto nei pazienti anziani. La cura consiste in una brusca manovra fatta dal medico (manovra liberatoria) che porta alla dispersione degli otoliti. In alcuni casi la manovra deve essere ripetuta e ad essa deve seguire una ginnastica particolare. In ogni caso il paziente dovrebbe andare volontariamente a ricercare il movimento scatenante e provocare le vertigini, in modo da favorire la loro guarigione.

INSTABILITA'  DOVUTA ALL'ETA'

Alcuni individui presentano instabilità come conseguenza dell'età. In molti casi ciò è dovuto a disturbi di circolazione a livello dei piccolissimi vasi che irrorano l'orecchio interno e i nervi dell'equilibrio. Fortunatamente questi disturbi, anche se persistono nel tempo, raramente peggiorano. La vertigine di posizione (vedi sopra) è il tipo più frequente di disturbi dell'equilibrio della vecchiaia. Questo può presentarsi anche nei giovani come conseguenza di un trauma cranico o di disturbi dell'equilibrio. La vertigine dovuta ai cambiamenti di posizione del capo è un sintomo stressante che viene spesso risolto o migliorato con esercizi vestibolari. Una instabilità temporanea nell'alzarsi dal letto la mattina non è rara nei pazienti di una certa età. Talvolta tale sensazione di instabilità può persistere per un ora o due. Alzarsi dal letto lentamente in genere minimizza tale disturbo. L'instabilità durante la deambulazione, particolarmente nel salire le scale, o camminando su una superficie irregolare, si può avere in alcuni individui più anziani. L'uso di un bastone può essere talora molto utile.

INFEZIONI

Sintomi L'instabilità dovuta ad una infezione dell'orecchio è in genere insidiosa e subdola. Tale instabilità può aversi con o senza disturbi dell'udito. Quando l'infezione interessa l'orecchio interno, la vertigine diventa più costante e più grave, spesso associata a nausea e vomito. Trattamento II controllo dell'infezione auricolare è assolutamente necessario per prevenire una diffusione dell'infezione alle strutture dell'orecchio interno. Se infatti ciò avvenisse, sii potrebbero avere delle serie complicazioni quali la perdita totale dell'udito nell'orecchio interessato. Se l'infezione non può essere eliminata con una terapia medica, è indicata allora la chirurgia.

NEURITI VESTIBOLARI

La neurite vestibolare, dovuta ad un virus, può compromettere il nervo dell'equilibrio o i centri dell'equilibrio dell’encefalo. Quando ciò avviene la funzione dell'equilibrio viene compromessa con conseguenti episodi di vertigine gravi, talvolta prolungati, seguiti da instabilità nella deambulazione, che possono durare per settimane o per mesi. Per fortuna tali disturbi diminuiscono e scompaiono nel tempo e in genere non si ripresentano. Il trattamento medico è molto utile nell'eliminare tale sintomo. Talvolta può essere necessario un intervento chirurgico.

DISTURBI METABOLICI ED ALLERGICI

I disturbi metabolici ed allergici possono dare vertigini, con o senza sordità. Talvolta possono provocare una sordità senza vertigini. I disturbi metabolici più importanti derivano da una funzione tiroidea diminuita, da una tolleranza allo zucchero anormale, o da allergia a sostanze inalanti o cibi. La funzionalità tiroidea e la anormale tolleranza allo zucchero vengono diagnosticate con esami del sangue (test di tolleranza al glucosio, dosaggio degli ormoni tiroidei). Il trattamento consiste nel controllo della dieta, con o senza terapia medica. Le allergie vengono diagnosticate eseguendo una serie di test cutanei con sostanze inalanti e con cibi. Il trattamento consiste nella eliminazione quando possibile degli agenti suddetti. Se non fosse possibile evitare tali agenti, allora si farà una terapia con vaccini immunitari.

TRAUMI

I traumi cranici talvolta possono provocare vertigini dovute ad un danno (concussione) dell'orecchio interno e dei suoi vasi sanguigni. L'instabilità è talvolta prolungata, e può essere associata o meno a ipoacusia e ad acufeni. Il trattamento consiste in una terapia con vasodilatatori, sedativi, ed antivertiginosi. I sintomi in genere scompaiono ma talvolta può essere necessario un intervento (neurectomia vestibolare).

TUMORI (Neurinomi del nervo acustico)

Un tumore benigno si può sviluppare a livello del nervo dell'equilibrio (nervo vestibolare) , a livello del condotto uditivo interno (CUI), e dell’angolo ponto.cerebellare (APC). Il CUI e un condotto osseo localizzato medialmente alla coclea, e attraversato dai nervi vestibolari, dal nervo cocleare, e dal nervo facciale. Attraverso tale condotto tali nervi raggiungono l’APC. L’APC è quello spazio compreso tra ponte e cervelletto, attraversato dal nervi suddetti, che dal CUI si portano al tronco encefalico. Vertigini, instabilità, ipoacusia o acufeni, possono essere i primi sintomi di una neoplasia interessante il nervo acustico . Sarà necessario, nei casi sospetti, eseguire esami audiometrici (audiometria tonale, vocale, potenziali evocati), esami vestibolari e RM encefalo con m.d.c. Se viene diagnosticata una neoformazione del CUI e APC, sarà assolutamente necessario valutare l’eventualità di un exeresi chirurgica. L’eventuale crescita tumorale può condurre a gravi complicazioni legate alla compressione sui nervi vitali adiacenti, e sul tronco encefalico e cervelletto.

SINDROME DI DANDY 

Una perdita totale dell'organo dell'equilibrio è rara. Questa condizione quando avviene si chiama sindrome di Dandy. Ciò può verificarsi in seguito ad infezioni, traumi, o dopo rimozione di una patologia tumorale che induca ad aprire l’orecchio interno. Ciò provoca una gravissima crisi vertiginosa nel momento in cui l'individuo perde la funzione dell'organo dell'equilibrio. Le altre componenti del sistema dell'equilibrio (occhi, muscoli ed articolazioni) aiutano l'individuo a compensare la perdita della funzione dell'orecchio interno. La maggior parte delle persone dopo un certo periodo più o meno lungo stanno bene, eccetto che al buio o quando nuotano. Altri presentano oscillopsia, cioè la sensazione che gli oggetti siano in movimento (su e giù) quando li si guarda. Non esiste trattamento per la sindrome di Dandy, in quanto la maggior parte dei pazienti compensano bene e conducono una vita normale.

 

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