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Patologie della base cranica
Patologia del nervo facciale

- Paralisi traumatiche

- Paralisi tumorali

- Diagnosi della paralisi facciale



PARALISI TRAUMATICHE

Per quanto riguarda le paralisi traumatiche, queste possono essere determinate da lesioni a livello dell'emifaccia, oppure da fratture dell'osso temporale, con danneggiamento del nervo durante il decorso all'interno del suo canale osseo. Le lesioni del tratto extracranico, avvolto da tessuti molli, derivano sempre da un'interruzione del nervo o di alcune delle sue branche, necessitando quindi di una ricostruzione chirurgica. Quest'ultima risulta tanto più complessa quanto più ad essere interessate siano le branche periferiche del nervo. Al contrario nella porzione intratemporale il facciale, essendo contenuto all'interno di un canale osseo, è suscettibile non solo di interruzioni, ma anche di lesioni compressive da edema, frammenti ossei od ematomi. In base alla localizzazione della lesione evidenziata dagli accertamenti radiologici può risultare necessario un intervento per ricostruire il nervo stesso.

gruppo otologico - paralisi del nervo facciale - paralisi traumatiche
Fig. 5


Nelle fratture longitudinali, con decorso parallelo all'asse maggiore della rocca petrosa , la rima di frattura interessa direttamente il decorso del nervo facciale in una percentuale molto minore rispetto alle fratture trasversali (Fig.5), con decorso perpendicolare all'asse maggiore della rocca petrosa. Le fratture miste non seguono regole precise e quindi vanno analizzate singolarmente. Non raramente la rima di frattura può coinvolgere il nervo facciale in più punti del suo decorso. Quando la rima di frattura attraversa il decorso del nervo si rende necessaria un'esplorazione chirurgica, in quanto nella maggioranza dei casi il nervo è interrotto. In caso contrario la paralisi va trattata preferenzialmente con terapia medica. L'eventuale approccio chirurgico da adottare è in funzione della sede della lesione e della funzione uditiva residua al trauma. In ogni caso l'interruzione anatomica del nervo va ricostruita chirurgicamente.

PARALISI TUMORALI

Alcuni tipi di tumori possono interessare il nervo in ogni tratto del suo decorso, e determinarne una lesione. Questi tumori possono originare dal facciale stesso (intinseci), oppure interessarlo nel corso della loro crescita (estrinseci). Tra le lesioni intrinseche i 2 tipi più frequenti sono il neurinoma e l'emangioma del nervo facciale.

gruppo otologico - paralisi del nervo facciale - paralisi tumorali Fig. 6

Si tratta di lesioni che possono interessare il nervo in ogni sua porzione (Fig.6) con una predilezione per la regione del ganglio genicolato. Generalmente i sintomi sono rappresentati da un deficit del nervo a lenta insorgenza, associato o meno ad un'ipoacusia. La distinzione preoperatoria tra i 2 tipi di tumore è spesso difficile ma, essendo il trattamento analogo, di nessuna importanza clinica. In alcuni casi, in presenza di una funzionalità normale del nervo, l’opzione terapeutica iniziale può essere quella dell’attesa sotto monitoraggio radiologico. Trattandosi di lesioni a lenta crescita non è infrequente che il paziente mantenga una normale funzionalità del facciale ancora per molti anni. In presenza di un deficit funzionale però è consigliabile l’opzione chirurgica, in quanto si è visto che i risultati delle ricostruzioni sono nettamente peggiori in pazienti affetti da deficit da più di 1 anno. Il tipo di intervento è dettato dalla localizzazione del tumore e dalla funzionalità uditiva preoperatoria. Quasi inevitabilmente è necessario interrompere il nervo e ricostruirlo con un innesto prelevato da altra sede.
Per quanto riguarda i tumori che possono interessare il nervo nel corso del loro sviluppo possiamo ricordare i meningiomi , i tumori glomici , i colesteatomi della rocca , che istologicamente non sono dei veri tumori ma si comportano come tali, ed alcuni tumori dell'orecchio e della ghiandola parotide. Il trattamento chirurgico anche in questo caso è dettato principalmente dalla sede del tumore, così come dai deficit preoperatoriamente esistenti. 

DIAGNOSI DELLA PARALISI FACCIALE

In presenza di una paralisi del facciale è fondamentale consultare subito un otorinolaringoiatra che si interessi in maniera specifica delle patologie dell'orecchio e della base del cranio. Eventuali terapie, sia mediche che chirurgiche, hanno infatti un risultato tanto migliore quanto prima vengano instaurate. Una volta valutata l'obiettività otoscopica, parotidea, e degli altri nervi cranici è quindi necessario effettuare alcune indagini strumentali (esame audiometrico ed impedenzometrico) e radiologiche (Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica) a seconda delle indicazioni del singolo caso. La valutazione radiologica è particolarmente importante in quanto permette di confermare od escludere la presenza di lesioni quali tumori o fratture, ed al tempo stesso di localizzare esattamente la sede dell'eventuale lesione. A parte casi particolari la Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica sono spesso complementari, essendo la prima più specifica per lo studio dell'osso (Fig.7), e quindi del tratto intratemporale del facciale, e la seconda per quello dei tessuti molli (Fig. 8).

gruppo otologico - paralisi del nervo facciale - diagnosi - fig 01 gruppo otologico - paralisi del nervo facciale - diagnosi - fig 02
Fig. 7                                                         Fig. 8


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